Disturbi della Condotta Alimentare: quando il controllo è fuori controllo

In quest’anno di Covid i Disturbi della Condotta Alimentare sono aumentati del 30 per cento, in termini numerici si attestano a più di 230 mila casi in più dell’ anno prima, con un’ incidenza maggiore sulla popolazione maschile di 4 volte.

 

L’adolescenza impone un riassestamento delle proprie identificazioni precedenti, in questa stagione della vita si ristruttura il rapporto con gli altri significativi.

Nell’infanzia il Soggetto è tendenzialmente l’oggetto complementare specialmente della madre, per questo potremmo dire che non ha una sua determinazione, ma proprio in adolescenza è necessario che si determini una differenziazione e identificazione che portino ad uno svincolo necessario perché si possa parlare di autonomia intesa in termini di consapevolezza, spontaneità, intimità, eticità.

Nell’adolescenza c’è il rilancio simbolico del soggetto e del suo desiderio, il desiderio che è sempre mancanza dell’altro da noi che è sempre slancio verso qualcosa che noi non abbiamo e che cerchiamo per completarci, aprendoci verso l’esterno e non come succede nei disturbi alimentari che è un rimanere incapsulati in una ricerca spasmodica di controllo che impedisce il fluire della vita il fiorire di dimensioni nuove e di larghe vedute.

L’adolescenza è il momento della genitorectomia come direbbe Francoise Dolto è il momento di “tagliare” il genitore e anche tutte le sue “leggi” per vivere con nuove “leggi” che sono state rielaborate e rivedute e che vengono ritenute più funzionali al momento di vita sperimentato dalla persona.

In questo periodo dell’adolescenza può accadere che le pulsioni che si sviluppano e si liberano creino uno scontro tra l’Io reale, fatto d’imperfezione e sensazioni disturbanti, e l’Io ideale che l’adolescente ha in sè come immagine fantasmatica si scontrino creando uno iato che può portare a vivere problemi anche rilevanti come nei casi della dismorfofobia, cioè il vedere una realtà esterna di noi mostruosa e disperatamente anomala.

L’adolescente vede un sé altro che sfugge al suo controllo e non sa come fare, per questo anche incoraggiato da un modello di perfezione fisica dettato dalla società cerca di controllare il disagio con restrizioni alimentari, così da sentire di poter controllare le sue emozioni e paure dirompenti, così da sentirsi vivo.

Per questo possiamo aggiungere anche l’anoressia e la bulimia in una sorta di dismorfofobia che si muove attraverso l’ingovernabilità del reale pulsionale, passa attraverso lo schermo narcisistico dell’Io ideale, ma non riesce trovare se non al costo di vivere la delusione e arrivare ad una nuova dimensione di accettazione dentro la disillusione un nuova forma che rivesta la forza che scorre tumultuosa.

In quest’anno il Covid è apparso ingovernabile e fagocitante, come lo sembrano i disturbi della condotta alimentare, nella sua modalità di insinuarsi in tutto e tutti con la sua modalità di catastrofica incertezza in questa sorta di disperazione frammentata che ricorda il concetto di wahnstimmung, cioè quell’esperienza di umore delirante di disgregazione inesorabile, ineluttabile e sorda di una catastrofe che è già presente, ma deve arrivare.

In quest’anno è venuto a incrementarsi un controllo sociale basato su un meccanismo panoptico che paradossalmente ci ha allontanati, ma ci ha resi ancora più ossessionati dal “guardarci”, ma non dal “vederci”, la tendenza alla vetrinizzazione sociale porta all’estremo il voler essere fisicamente come richiesto dai canoni della società, perché è come se questa corrispondenza fosse un lasciapassare dei valori anche interiori.

Resta il fatto che i DCA, anoressia, bulimia, binge eating sono patologie estremamente pericolose e subdole e devono essere curate da persone competenti, ma ancora prima devono essere viste da che è vicino agli adolescenti che hanno il diritto di essere “visti” con grande attenzione e amorevolezza, il saper restare vicino agli adolescenti anche quando sono faticosi e scostanti è il primo passo verso la cura.

 

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